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Gestionale per gallerie d’arte

Un’opera per volta,
dall’arrivo al saldo.

Opere, contatti, vendite e incassi in un posto solo. Shawe Art tiene il filo di cosa è successo a ogni pezzo della collezione — e i conti li fa mentre li fai tu.

Come funziona, in cinque passaggi

  1. 01

    Entra in collezione

    Codice, autore, misure, foto. Il codice è unico nella tua galleria e lo scegli tu: se un giorno lo rinomini, tutto quello che ci è collegato lo segue.

  2. 02

    Qualcuno la vuole

    Colleghi l’opera a un contatto della rubrica e la metti da parte. Resta tua, ma non la proponi più a nessun altro — e questo il gestionale se lo ricorda al posto tuo.

  3. 03

    Venduta

    Nel momento in cui diventa venduta, prezzo e costo si congelano. Modificare l’opera l’anno prossimo non riscriverà i ricavi di quest’anno: è la differenza fra un archivio e un bilancio.

  4. 04

    Paga in tre volte

    Ogni versamento entra nel registro con data e metodo, e il residuo si aggiorna da solo. Nessun foglio a parte, nessuna somma rifatta a mano.

  5. 05

    Saldata

    Sparisce dalla lista di chi deve ancora pagare e resta nello storico. Le vendite più vecchie, quelle senza incassi registrati, restano in un gruppo a parte: non sappiamo se sono state saldate, e inventarci un credito sarebbe peggio che ammetterlo.

C’è anche

Il resto della giornata

Le cose che non stanno in una scheda ma servono lo stesso.

Rubrica di clienti e fornitori

Dati fiscali, opere collegate, cronologia. Se una persona è già in rubrica te lo dice prima che tu la inserisca una seconda volta.

Conto vendita

Le opere di proprietà e quelle affidate da un fornitore non si contano insieme, e restano distinte fino al rendiconto.

Foto e archivio

Ogni opera tiene le sue immagini. Dal telefono si caricano direttamente dalla fotocamera, in piedi in mezzo alla sala.

Excel, in entrata e in uscita

L’archivio che hai già si importa; quello che c’è dentro si esporta quando vuoi, senza chiedere niente a nessuno.

Guida e assistenza

Una documentazione che spiega il gestionale per intero, con una ricerca che capisce le domande, e una chat diretta con chi te lo fornisce.

Più persone, un accesso per uno

Chi lavora in galleria entra con il proprio account. Nessuna password condivisa scritta su un foglietto.

Come si comincia

Tre passi, e nessuno è il tuo

Shawe Art non si scarica e non si configura da soli: la galleria viene preparata con i tuoi dati dentro, e tu entri quando è pronta.

1

Ci scrivi

Racconti che galleria hai, quante opere tieni e come lavori oggi. Bastano quattro righe.

2

Prepariamo la galleria

Se hai già un archivio — un Excel, un altro gestionale — i dati si trasferiscono e si verificano riga per riga prima di consegnarti le chiavi.

3

Entri e basta

Ricevi un invito al tuo indirizzo. Da lì la galleria è tua: si entra con Google, oppure con email e password.

Domande

Quelle che ci fanno sempre

I dati della mia galleria chi li vede?

Solo chi ha accesso alla tua galleria. La separazione non è una regola scritta nel programma ma nel database: ogni riga appartiene a una galleria, e una richiesta fatta con le credenziali di un’altra non restituisce niente — nemmeno chiedendo un identificativo preciso. Chi ti fornisce il gestionale può entrare per assisterti, ma l’accesso dura un’ora, si vede in cima allo schermo per tutto il tempo, e resta scritto nel registro.

Ho già un archivio. Devo rifarlo?

No. I dati esistenti si trasferiscono e si verificano campo per campo: codici, collegamenti fra opere e clienti, totali economici. La verifica non conta le righe, controlla che ogni riga sia la stessa riga.

Funziona dal telefono?

Sì, ed è pensato per essere usato in piedi in mezzo a una sala: la barra in basso tiene le cose che si aprono ogni giorno, e le foto si caricano dalla fotocamera.

E se smetto?

I dati sono della galleria e restano esportabili in Excel in qualsiasi momento, senza chiedere niente a nessuno.

Vediamo se fa al caso tuo

Raccontaci com’è fatta la tua galleria. Se Shawe Art non è la cosa giusta, te lo diciamo.

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